5G? No e basta.

Leggo da qualche giorno una campagna su molti siti, blog, testate giornalistiche online e case editrici che chiede il sostegno ad un crowdfunding per aiutare l’Istituto Ramazzini a proseguire le sue ricerche sulla pericolosità della tecnologia 5G.

Per carità, tutto encomiabile ma a leggere bene cosa fa l’Istituto Ramazzini per studiare gli effetti del 5G sulla salute dell’uomo c’è da rimanere basiti.

Mi sembra di capire che non si stia mettendo in discussione l’inutilità di una tecnologia che ha valore esclusivamente per le multinazionali delle comunicazioni e dell’industria (ricordiamo che 5G è la piattaforma per IoT, l’internet delle cose), ma si vuole solo capire quanto può essere nociva per l’uomo.

Quale metodo si usa per capire quanto è nociva per l’uomo? Si sperimenta sulle cavie da laboratorio (vedi https://www.terranuova.it/Chiedi-all-esperto/Lo-studio-dell-Istituto-Ramazzini-sull-elettrosmog)

Ancora una volta il dominio umano sulla natura e sugli animali sacrificati per cause “nobili”.

Di questa nobiltà ne facciamo volentieri a meno. Se una cosa non è palesemente salutare, è molto probabilmente nociva.
Se c’è un rischio a fronte di nessun vantaggio per la qualità reale dell’ambiente nel quale l’uomo, lo ricordiamo, è solo una delle componenti, allora semplicemente non si fa.

Diciamo no e basta al 5G: non serve, è dannoso ed è l’ennesimo (forse ultimo) tentativo del capitalismo di spremere una società dei consumi ormai agli spiccioli.