Illusione mortale

Ovunque è illusione. In televisione, sui social network, nelle fiction, nei negozi, per strada, in ufficio, al circolo e persino nelle famiglie.

C’è un netto distacco, una linea di confine e di demarcazione ben definita e visibile alla nostra coscienza che separa chiaramente il mondo del visibile dal mondo del tangibile.

Se prima la propaganda era ad uso esclusivo della politica arrivista e speculativa, oggi questo stile di comportamento è stato mutuato nella vita di ogni persona.

Chi non cerca di sembrare migliore, più affascinante, attraente, forte, ricco e bello di quello che è nella realtà?

Ed ecco allora centinaia di stimoli per soddisfare la fame di apparire, di figurare, vincente, felice, soddisfatto e “seguito” da tante persone, almeno nel mondo del visibile: si, perché avere un seguito consistente è sinonimo di importanza, valore, benessere e felicità.

Quanti usando i social network, soprattutto tra i giovani, non hanno commentato postivamente con i propri conoscenti e amici, finanche con un pizzico (nemmeno tanto pizzico) di invidia, la “fama” e il “valore” di una persona (nota o meno) solo in funzione dei suoi fan e del suo seguito?

Si arriva perfino, e sempre più spesso, a fare diventare famose persone insignificanti e di dubbio spessore etico.

La televisione, internet ed i media più in generale, servi dello show business e del consumismo, sguazzano felicemente in questa arena di poveri illusi dando risalto ed acclamando lo “youtuber” o il “rapper” di turno per amplificare ancora di più la sua visibilità ed il suo finto valore artistico o comunicativo.

È un meccanismo tanto semplice quanto geniale. La logica è semplice ed efficace.

  1. Un signor nessuno si adopera per aumentare il proprio seguito, i propri follower nel gergo millennials.
  2. Il numero elevato di follower fa notare alla massa il signor nessuno.
  3. I media iniziano a pubblicizzare il signor nessuno in modo pervasivo e lo rendono un personaggio pubblico.
  4. Il signor nessuno diventa un individuo al quale è riconosciuto un grande successo.
  5. Altri signor nessuno, a questo punto, lo emulano ed il ciclo si ripete.

È il motore del mondo visibile, dove non è importante cosa fai o cosa puoi fare per la comunità. L’importante è millantare doti che non hai, tanto nessuno si preoccuperà mai di verificarle ne tanto meno di sbugiardarle.

La politica è un altro classico esempio di confine tra quello che ci appare e quello che viviamo. Non importa il partito o il movimento che rappresenti: sui media e a parole dicono tutti qualcosa, a volte innescando teatrini mediatici con patetiche scenette, poi nella vita reale agiscono tutti nello stesso modo, a servizio del sistema, ricavandosi qualche briciola più grande per loro stessi senza mai pensare veramente al bene comune.

Senza dover arrivare ai media e alla politica, possiamo scorgere questi atteggiamenti nella vita quotidiana di quasi tutti: è un processo che è ormai avviato da tempo e che non sembra incontrare ostacoli a causa della pigrizia, dell’ignoranza e dell’avidità umana.

Milan Kundera diceva: “La preoccupazione per la propria immagine, è questa la fatale immaturità dell’uomo. È così difficile essere indifferenti alla propria immagine. Una tale indifferenza è al di sopra delle forze umane. L’uomo ci arriva solo dopo la morte. E neanche subito. Solo molto tempo dopo la morte.”

Mai parole sono state scritte con maggior saggezza.

È una lenta agonia, di quelle però che non portano al sollievo con la morte: è come se tenessero la maggior parte di noi attaccati alle macchine per tenerci in vita in uno stato larvale.

Una vera e propria vita stile Matrix. Ma come nel film, possiamo uscirne e combattere per non rientrare più nel gorgo della vita non-vita.

Dipende solo da noi e da quanta forza di uscirne dimostriamo.


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